I metodi più utilizzati per aumentare le visite al sito internet

Uno degli aspetti più importanti di una qualsiasi attività sul web, soprattutto di chi è interessato a guadagnare online (e questo a prescindere dal sistema utilizzato!), è sicuramente quello che riguarda come aumentare le visitate al sito internet.

Infatti un qualsiasi sito web, sia che stai mettendo su un blog per scopo informativo, sia che stai puntando ad un ecommerce, oppure ancora alla vendita di infoprodotti tuoi o in affiliazione, ha un disperato bisogno di visitatori (e più ne sono e meglio è).

Mi capita di vedere blog ed ecommerce fatti molto bene, con grafiche studiate, testi persuasivi e ben scritti, magari delle belle offerte e un forum di supporto gestito bene e con gente competente alle spalle. Eppure, troppo spesso, queste attività chiudono improvvisamente per mancanza di giro d’affari che, a guardare dall’esterno, non lo si sarebbe mai pensato!

Come mai? Cose accade, in realtà, a questi siti fatti bene ma che chiudono per mancanza di clienti? Semplice: il sito molto probabilmente non è visitato da nessuno o quasi, oppure è visitato da gente palesemente fuori target che magari non è per niente interessata alle offerte commerciali presenti al suo interno.

Andiamo con ordine: se vuoi veramente guadagnare con internet, allora una delle primissime cose che dovrai curare nel tuo business online è quella di aumentare le visite al tuo sito, per farci arrivare al suo interno più gente possibile. La seconda cosa che devi curare – e non per questo è meno importante della prima – è quella di farci arrivare solo i visitatori a cui l’attività stessa è rivolta.

Se non risolvi entrambi i problemi che ti ho appena citato, saranno guai seri per il tuo business online! Detto questo, iniziamo con l’esaminare il primo punto.

=> Fai arrivare al sito più gente possibile

In pratica, si tratta dell’annosa questione del traffico web. Al contrario di ciò che ingenuamente pensano in molti, non è che basta piazzare un sito su internet per ricevere orde di visitatori che lo troveranno, automaticamente, dopo meno di 24 ore che è on line.

Magari fosse tutto così facile e automatico! La verità è che portare traffico ben targettizzato sul tuo sito (o sui tuoi siti) è un vero e proprio lavoro. Se non lo vuoi svolgere tu, sarai costretto per forza di cose a delegarlo ad altri. In ogni caso, scordati che i visitatori arriveranno da soli senza che nessuno faccia nulla.

Sul web, se non sai come farti trovare, sei praticamente invisibile. E questo significa zero visitatori. Il che equivale a dire zero potenziali clienti e quindi, alla resa dei conti, zero incassi per te.

Per risolvere questo particolare problema, potresti agire su diverse “leve”. Alcune di queste sono giuste, mentre altre invece sono palesemente sbagliate. Inizio con il trattare quelle sbagliate, in modo che non perderai tempo, energie e denaro a fare stupidi errori.

1 – Tempestare di spam blog, forum e social network. E’ una pratica odiosissima, che molti purtroppo adottano per farsi conoscere in rete. Si iscrivono in tutti i forum e i blog che gli capitano a tiro, scrivendo frasi come: “stupendo articolo”, “informazione utilissima”, “molto interessante” e così via.

Ovviamente nei dati di iscrizione inseriscono il link alla home del loro sito, in modo che il loro nickname sia cliccabile. Spesso nello stesso nick invece del nome reale di chi ha postato la risposta presentano una frase, dove c’è scritto il nome del prodotto che vendono o cose simili. Questo è il miglior modo per farsi bannare dagli amministratori!

Inoltre è una pratica fastidiosissima per i frequentatori del blog o dei forum in questione ed è anche perfettamente inutile, in quanto nessuno (o quasi) ci cliccherà mai sopra. Se poi consideri che ti farai una cattiva reputazione (e quella invece si diffonderà molto velocemente!), vedi un po’ tu…

Vale lo stesso e identico discorso se credi di poter tempestare di richiesta di amicizia ogni contatto di Facebook che ti appare nei suggerimenti e, successivamente, mandare messaggi promozionali a raffica. Oltre che per ottenere zero risultati e farti detestare, questo è anche un ottimo metodo per farsi bannare da Facebook.

Al contrario, se vuoi veramente sfruttare i social network (Facebook in primis ma non solo) per aumentare le visite al tuo sito e avere potenziali clienti, allora sii disposto a fornire contenuti validi, a partecipare attivamente alle discussioni e a rispondere in maniera costruttiva a chi ti fa domande.

2 – Comprare indirizzi e-mail. Si tratta, nello specifico, di indirizzi carpiti nella rete in modo indiscriminato e che non hanno dato nessun tipo di autorizzazione per ricevere pubblicità. In genere questi indirizzi sono contenuti all’interno di liste enormi, le quali vengono messe in vendita da soggetti con pochi scrupoli.

Chi compra queste liste inizia a mandare giornalmente email con messaggi promozionali che, ovviamente, includeranno il link a questo o quell’altro sito. I risultati che si ottengono in questo modo sono di essere sbattuti nello spam e di rischiare seriamente anche una denuncia.

3 – Comprare traffico indiscriminato. Il metodo è simile a quello precedente con la differenza che, invece di comprare un tot numero di indirizzi email, si mandano un certo numero di utenti sul tuo sito.

Il metodo in sé e per sé non è illegale né fastidioso per altri utenti. Il problema in questo caso è che compri con soldi del traffico che sarà del tutto casuale e quindi, nella stragrande maggioranza dei casi, molto difficile da monetizzare

Ad esempio, paghi 1.000 euro per 10.000 visite in un mese ma, alla fine, nessuno compie azioni perché magari le visite sono composte principalmente da adolescenti (squattrinati), gente che clicca link di una mail (tipo quelle su come guadagnare leggendo email), eccetera. Cioè tutte persone che al 99% cliccheranno meccanicamente il link, non leggeranno nulla e se ne andranno dopo pochissimi secondi…

Vediamo adesso i sistemi che funzionano per portare del buon traffico al tuo sito e che, soprattutto, sono legali.

1 – Effettuare una DEM. Consiste nel comprare il diritto a spedire una email (DEM = direct email marketig) a un tot numero di utenti, i quali hanno rilasciato l’autorizzazione a ricevere pubblicità. Apparentemente potrebbe sembrare un’operazione simile a quella del traffico indiscriminato visto prima, ma non è così.

Nella DEM devi contattare un’azienda che ha nei suoi database un numero elevato di contatti, i quali hanno rilasciato all’azienda in questione l’autorizzazione a mandargli delle email. In genere sono blog tematici e forum molto frequentati e famosi, che hanno ottenuto l’autorizzazione in cambio di un servizio ricevuto.

Un’altra particolarità delle DEM è quella di poter profilari i vari contatti per età, professione, tipologia di studi effettuati, sesso, eccetera. Spesso anche per interessi personali e provenienza geografica.

Quando andrai a chiedere la DEM a queste aziende, dovrai indicare anche come vuoi profilare gli utenti a cui mandare la mail. Ad esempio, se hai un agenzia di viaggi su internet, allora chiederai probabilmente che gli utenti devono avere dai 24 anni ai 50 anni e che siano lavoratori.

Questo perché la gente sotto i 24 anni non ha reddito, idem chi non lavora. Inoltre non sopra i 50 anni, in quanto non è gente avvezza a comprare viaggi online. L’azienda ti risponderà che ha, per esempio, 3.450 iscritti con le caratteristiche da te indicate. Poi aggiungerà: vogliamo 350 euro (è una cifra puramente indicativa), per spedire una mail a questi contatti.

I vantaggi dell’operazione sono notevoli per te, in quanto le mail le spedisce l’azienda stessa che possiede l’autorizzazione, quindi la mail arriverà a destinazione e non finirà nello spam. Secondariamente, la mail avrà un mittente conosciuto, cosa che aumenta le possibilità di essere aperta e letta (specie se l’azienda che propone il servizio è seguita e rispettata).

A questo punto la mail deve essere studiata dal punto di vista del copywriting (scrittura persuasiva) e della creatività, in modo da spingere l’utente all’azione del click nel link interno e all’azione successiva di iscrizione alla newsletter del tuo sito, oppure a comprare o quant’altro…

2 – Utilizzare la pubblicità su Google o su Facebook. In questo caso pagherai un tot a click la pubblicità da mettere su Google (tramite il servizio AdWords) o su Facebook (tramite il servizio Facebook ADS). Proprio pe questo motivo, la pubblicità online di questo tipo viene chiamata pay per click (PPC). In pratica, si paga solo quando l’annuncio pubblicitario viene effettivamente cliccato da qualcuno.

Avrai sicuramente notato che, quando cerchi qualcosa su Google, spuntano fuori delle scritte sulla destra del motore di ricerca e, a volte, anche nei primissimi 3 posti ma su uno sfondo rosa tenue. Quelle sono tutte pubblicità a pagamento, dove chi ha inserito l’annuncio pagherà un tot a click (da pochi centesimi fino a diversi euro per argomenti con molta concorrenza).

Anche su Facebook, esattamente nella sidebar destra, ci sono gli annunci sponsorizzati. Ogni volta che qualcuno clicca su quegli annunci, l’inserzionista paga un tot a click (Facebook ADS è un po’ più economico rispetto a Google AdWords), e l’utente viene indirizzato nella pagina sponsorizzata.

In una fase prettamente di lancio di un’attività questo metodo potrebbe essere valido per lanciarsi, tuttavia è un sistema molto costoso che potrebbe farti perdere un sacco di quattrini se non lo sai ben gestire. Inoltre, se deciderai di usare il pay per click per aumentare le visite al sito, devi assicurarti di avere una presenza online curata nei minimi dettagli, oltre ad avere ritorni economici sufficienti a coprire i costi dell’operazione.

2 – Lavorare di SEO per posizionarsi su google in organico. Se riesci a fare una buona ottimizzazione per i motori di ricerca e a posizionarti nelle primissime posizioni di Google per le migliori parole chiave inerenti il tuo business, come per gli annunci a pagamento ma senza pagare, allora sei a cavallo!

Il problema è che fare quest’operazione non è un lavoro così semplice e immediato. Occorrono competenze tecniche particolari che bisogna studiare e saper mettere in pratica, e non sono cose che si acquisiscono dall’oggi al domani. Tuttavia, i vantaggi che puoi ricavare sono innegabilmente notevoli: grande quantità di visitatori a costo zero!

Ovvio che, se non hai le competenze personali per farlo e non ti vuoi formare, allora dovrai pagare qualche valido professionista che faccia il lavoro di ottimizzazione al posto tuo…

Ad ogni modo, aumentare le visite al sito non è tutto! Occorre, infatti, che i visitatori che arriveranno siano in target con la tua attività. Vediamo nei dettagli cosa implica ciò che è stato appena detto.

=> Fai arrivare al sito solo visitatori profilati

Inserire annunci pay per click, indicizzare bene il sito ed effettuare DEM non bastano a rendere veramente profittevole un’attività online. Perché? Semplice: è assolutamente fondamentale che arrivino i visitatori giusti e non gente qualsiasi! Come fare? Vediamo come devi comportarti nei tre casi visti precedentemente.

1 – Profilazione per la DEM. In questo caso devi richiedere, come visto prima, una targetizzazione degli utenti, utilizzando quanto più buon senso possibile. Mi spiego meglio, seguimi.

…Se devi lanciare un blog finanziario, è meglio spedire email agli uomini piuttosto che alle donne. Questo perché, nel nostro paese, quasi sempre le decisioni finanziarie le prendono gli uomini i quali sono, inoltre, maggiormente interessati al mondo degli investimenti.

Non è che non possa capitare che una donna sia interessata al tema, solo che – a parità degli uomini – spenderesti un sacco di soldi per “acchiappare” poche donne. Al contrario, il discorso si ribalterebbe  se il tuo business tratta argomenti come la moda.

Sempre nel caso di business finanziari, è quasi del tutto inutile spedire email a persone sotto i 30 anni di età. Questo per vari motivi: o sono minorenni, oppure sono maggiorenni ma ancora studenti e gli altri hanno ancora la testa a spendere per divertirsi più che per crearsi un futuro sereno.

Occorre anche mettere un limite di età massima, in quanto certi argomenti non interessano particolarmente al di sopra di una certa età. Nel caso specifico di tematiche finanziarie questo limite è, in genere, di 60 anni. Sempre considerando questa nicchia, una profilazione per reddito non sarebbe male. Infatti, ad esempio, è del tutto inutile spedire mail finanziarie a chi è disoccupato.

2 – Profilazione per gli annunci pubblicitari in PPC. In questo caso bisogna che tieni in considerazione tre consigli fondamentali:

a) Se il link punta a un prodotto a pagamento, allora dillo immediatamente nell’annuncio. E’ inutile ed economicamente dannoso avere centinaia di persone che cliccano, magari solo per curiosità, e poi scappano perché scoprono che c’è da spendere soldi. Meglio dirlo immediatamente, selezionando a monte chi non ha nessuna intenzione di pagare. Questo ti profilerà la gente per reddito.

b) Fai capire senza fraintendimenti cosa troverà l’utente dopo aver cliccato. Questo perché spesso si vedono annunci che fanno intendere una cosa mentre poi, all’interno del sito vero e proprio, si parla invece d’altro. Morale della favola? Entrano, tu paghi i click, ma loro scappano un secondo dopo!

c) Fai in modo che l’annuncio sia visualizzato per ricerche mirate. Ad esempio, se vendi scarpe da ballo è inutile che l’annuncio appaia per ogni ricerca, più o meno generica, inerente alle scarpe (tipo ricerche come “scarpe online”, “scarpe economiche”, “scarpe nike”, eccetera).

Devi far apparire l’annuncio solo quando vengono effettuate ricerche ben specifiche: “scarpe da ballo”, “scarpe da ballo online”, “scarpe per ballare”, “calzature per danza”.

Il perché di questo consiglio mi sembra quanto meno evidente. Se qualcuno cerca un paio di scarpe da ginnastica e spunta il tuo annuncio, magari non fa caso che si occupa di scarpe da ballo e clicca lo stesso, per poi accorgersi che il sito non c’entra nulla con le scarpe da ginnastica ed esce (e tu hai pagato, in ogni caso, la visita).

Visto che ci sono, voglio parlarti un attimo anche della rete display di AdWords. Io ti consiglio di utilizzarla perché, oltre ad ottenere molta più visibilità, in parecchi casi potresti avere un costo per click inferiore piuttosto che se punti alla sola rete di ricerca. Detto questo, abbi cura di far posizionare i tuoi annunci sponsorizzati solo in quei siti che risultano compatibili con le tue offerte.

3 – Profilazione per il SEO. Se l’esperto di ottimizzazione per i motori di ricerca è veramente tale, allora farà una ricerca e un’analisi sulle parole chiave strettamente correlate alla tua attività online, le quali si prestano a essere indicizzate con profitto. Questo significa che dovrà fare un lavoro di ottimizzazione specifico per ogni keyword.

In questo caso, se il lavoro sarà ben svolto, il sito si indicizzerà per le giuste parole chiave e aumenterà automaticamente le visite in target al sito. Se invece la SEO è fatto da un dilettante (cosa purtroppo piuttosto frequente), il sito si indicizzerà sì in prima pagina per alcune parole, ma spesso queste parole non saranno davvero interessanti per il tuo business e, di conseguenza, ti arriverà traffico casuale.

Ad esempio, se hai un sito con il quale vendi viaggi in India e che, invece di indicizzarsi per la parola chiave “viaggi in india”, si posiziona con “come arrivare in india”, “cosa vedere in india”, si andrà a indicizzare per delle parole chiave sicuramente interessanti ma, tutto sommato, piuttosto marginali per quellà che è la tua attività principale…

In conclusione, un business online non si improvvisa mai. Diffida sempre di chi ti dice che, con un colpo di “bacchetta magica”, ti porterà tantissimo traffico al tuo blog o al tuo ecommerce. Aumentare le visite al sito è un’attività che non si può improvvisare dall’oggi al domani, perché è il frutto di precise strategie di web marketing che richiedono tempo, lavoro e competenze professionali specifiche.

23 Commenti

  1. Alessandro
  2. Guadagnare Online Italia
  3. Simone
  4. Guadagnare Online Italia
  5. Andrea
  6. alessia
  7. Guadagnare Online Italia
  8. Ludovica
  9. joe
    • Mark Cannelli
  10. max

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