Cosa è un autoresponder e a cosa serve veramente?

Cosa è un autoresponder e a cosa serve veramente?

Cosa è un autoresponder è a cosa serve? In questo articolo, ti voglio parlare di uno strumento importantissimo e assolutamente indispensabile per fare business online e guadagnare con internet: l’autoresponder.

Come si può facilmente intuire dal nome stesso, un autorisponditore (detto all’italiana) è un programma che serve per rispondere in modo automatico con delle email. Detta così sembra una cosa “banale”, ma sappi che questo è lo strumento numero uno per portare avanti un’attività importantissima per guadagnare online dignitosamente: l’email marketing.

Vediamo qui di seguito un esempio pratico. Hai presente quando ti iscrivi a una newsletter, compilando un piccolo form online che ti richiede di inserire (in genere) nome e indirizzo email, dopo di che ti arriva subito una mail di conferma?

Ecco, si tratta di un classico modulo di iscrizione che nel 99% dei casi è gestito da un autoresponder e non da un essere umano in carne e ossa. In questo modo, tutta la procedura viene enormemente automatizzata e velocizzata, poiché può essere effettuata a qualsiasi ora del giorno e della notte e fa risparmiare moltissimo tempo ed energia in termini di assistenza!

Cosa è un autoresponder e a cosa serve veramente?

Ti ho detto all’inizio dell’articolo che è uno strumento fondamentale per fare business online, ma non stavo esagerando. E’ molto più che fondamentale, è in pratica il fulcro di un’attività online. Ti faccio un esempio molto semplice, che puoi capire anche se ti stai affacciando solo ora al guadagno online.

Se hai un sito internet è fondamentale indirizzare su di esso quanti più visitatori possibili e, inoltre, fare in modo che essi siano in target con il tema principale del sito stesso (ne avevo già parlato nell’articolo su come portare visitatori al proprio sito internet).

…Ma ciò non basta! Infatti, la stragrande maggioranza della gente arriva sul sito, magari legge un po’ il testo, si fa l’idea che è un discorso interessante ma pochissimi inseriscono l’indirizzo web del sito tra i preferiti. E chi lo inserisce molto spesso dimentica di ritornare a visitare di nuovo per approfondire.

Morale della favola? Solo un visitatore su oltre 150/200 compreranno il tuo prodotto! E gli altri 149/199 visitatori che fanno? Semplice: se ne andranno per sempre. In pratica, hai perso delle potenziali vendite.

Ed è proprio qua che entra in gioco l’autoresponder! Infatti, se riesci a far iscrivere il visitatore alla newsletter del tuo sito, in futuro tu potrai ricontattarlo tutte le volte che vuoi per fargli offerte, promozioni o semplicemente per inviargli contenuti che “educhino” i tuoi potenziali clienti a ciò che hai da vendergli…

Detto così sembra una magia, ma vediamo per bene come funziona. Innanzitutto per far funzionare l’autorisponditore dovrai sempre fornire un modulo per l’iscrizione dei nuovi utenti. Questo può essere programmato a piacimento. Puoi inserire un solo campo (almeno quello dell’email) oppure, se è fondamentale per la tua attività, puoi farti dare anche il nome, il numero di telefono, eccetera.

Appena il visitatore cliccherà sul pulsante di conferma, dopo che avrà inserito i dati richiesti, l’autoresponder lo inserirà automaticamente nell’archivio degli iscritti al tuo sito.

Ovvio che in pochi si iscriveranno per farti un piacere. Per far sì di invogliarli a rilasciarti almeno la loro email, dovrai dargli qualche cosa in cambio che loro reputeranno interessante. Ad esempio: un audio-report, un mini-corso via email, uno sconto particolare, eccetera.

Ovviamente, non tutti gli utenti che visitano il tuo sito si iscriveranno lasciandoti i loro dati. In genere, se fai un buon lavoro e motivi in maniera corretta e trasparente a farti dare i dati dei visitatori, avrai mediamente un tasso di conversione del 10% in leads. Qui di seguito ti “traduco” subito ciò che ho appena scritto.

Il tasso di conversione è il rapporto tra il numero di persone che visitano una certa pagina web e quanti di essi compiono l’azione che li incentivi a fare. Esempio pratico: se la pagina dove hai messo il form collegato all’autoresponder cattura 10 contatti ogni 100 visitatori, allora si dirà che quella pagina converte (ovvero ha un tasso di conversione) del 10%.

In genere, una pagina di questo tipo viene denominata in gergo squeeze page. Detta all’italiana, è una pagina creata e studiata appositamente per “spremere”  i contatti da parte dei visitatori.

Detto questo, quei 10 visitatori che ti hanno rilasciato i loro dati (che possono essere anche solamente la loro email) e che sono stati “incamerati” all’interno del database del tuo autoresponder, vengono definiti nel gergo del web marketing come leads.

Se arrivano 100 persone al giorno, in un mese ci saranno 3.000 visite che, se hai seguito i consigli che ti ho dato nell’articolo (te l’ho linkato prima) su come portare visitatori in target al sito, saranno già abbastanza ben profilate per l’attività che hai messo in piedi.

Ma questo non basta. Infatti puoi avere benissimo 3.000 o più visitatori in target al mese, ma ciò non significa che siano veramente interessati a quello che hai da vendergli. Non tutti hanno gli stessi gusti, non tutti credono alle stesse cose, non tutti hanno gli stessi principi.

Il bello dell’inserimento di un autoresponder nel proprio sito internet è che, se un utente fa l’azione di iscriversi riempiendo il modulo vuol dire che, molto probabilmente, è potenzialmente interessato a ciò che hai da offrire, altrimenti questa “fatica” non l’avrebbe mai fatta…

Alla fine del mese magari ti rimangono solo 300 iscritti su 3.000 e passa visitatori, ma saranno 300 iscritti di ferro! Inoltre, ciò che hai letto fino a ora è solo l’inizio. Un autoresponder, infatti, ti permetterà di fare tantissime altre azioni utilissime per il tuo business online. Qui di seguito ti cito le principali:

=> Puoi organizzare i follow-up

I follow-up sono le email pre programmate che vengono spedite, in automatico, nei giorni successivi all’iscrizione. Infatti chi si iscrive è interessato a ciò che hai da offrire, ma questo da solo non basta. Usanza comune è quella di girare un po’ di siti per vedere che cosa ha da offrire la concorrenza.

Faccio spesso l’esempio delle vacanze in India. Il problema è che non sei solo tu a vendere vacanze in India. Probabilmente ci saranno centinaia di aziende concorrenti, ognuna delle quali ha la sua bella offerta spesso identica alla tua, ed ognuno dei gestori cerca di portare acqua al proprio mulino.

Qui entra in gioco il follow-up. Se all’iscrizione al sito fai seguire un po’ di email dove spieghi qualcosa sull’India e, nel frattempo, gli ricordi che tu vendi viaggi in India, il visitatore si ricorderà più facilmente di te e della tua offerta.

Capita spesso anche nelle attività offline. Magari cerchi una TV lcd da 32 pollici e sai benissimo dove la puoi trovare. L’avrai vista in decine di negozi e centri commerciali in cui erano in bella mostra, ma magari la mattina trovi il depliant del centro commerciale con le televisioni stampate sopra con l’offerta sulle 32 pollici. Nove volte su dieci andrai a comprare proprio quella su quel dépliant…

Ma non la compri perché è migliore di quella dei concorrenti, e neanche perché il prezzo è più basso (a volte potrebbe essere anche più alto). La compri perché in quel momento te l’hanno ricordata e finalmente ti sei mosso.

Questo avviene per vari motivi: sei preso da mille impegni e dimentichi momentaneamente che devi comprare una TV, poi arriva il dépliant. Oppure, altra tesi in voga, ricevere una corrispondenza ti fa sentire importante e tendi a premiare chi pensa a te. Non ultimo il fatto che tu pensi a un prodotto da comprare e, “miracolosamente”, sembra che sia un segno del destino…

Ora immagina che stai cercando informazioni per un viaggio in India. Non sai quanto costa, come arrivarci, che cosa ci sarà da vedere, se ci sono cose da sapere per non passare guai con le leggi locali, eccetera.

Cerchi su Google e trovi un sito che parla dei viaggi in India. Vedi che, iscrivendoti, riceverai immediatamente un ebook con molte informazioni utili. Ti iscrivi e l’ebook ti arriva immediatamente (questo è fondamentale perché fa vedere che alle spalle del sito c’è un’attività seria e che funziona).

Bene, leggi l’ebook, lo trovi interessante ma sul momento non compri subito. Magari vuoi vedere che cosa propone la concorrenza, oppure sei in ufficio e non puoi comprare in quel momento.

Torni a casa, hai cento cose da fare e ti dimentichi del sito in cui ti sei iscritto. Tuttavia, nelle due settimane successive, continuano ad arrivarti email con informazioni e offerte. Se sei a ridosso delle vacanze sarai sicuramente propenso a comprare.

Può anche capitare che non è una vacanza da fare nell’immediato, ma magari sei in autunno e stai iniziando a pianificare la prossima vacanza estiva con largo anticipo.

Nel frattempo ti sei totalmente dimenticato del sito in cui ti sei iscritto ma, come per magia, mentre ripensi a dove andare (e al fatto che ti piacerebbe andare in India), arriva una mail che come oggetto ha: “Viaggio in India? Scopri l’offerta speciale per te!”

Non ti sembrerà vero! “Stavo parlando proprio oggi a cena con mia moglie di quanto sarebbe bello andare in India e, per email, mi arriva un’offerta interessantissima sulle vacanze in India.”

Come prosegue già lo sai, almeno il 10% di chi si troverà in quella situazione comprerà il viaggio. Bene, penso che hai capito l’importanza di un follow-up e, di conseguenza, dell’avere un autoresponder che ti permetterà di implementarne uno (o volendo anche più di uno a seconda delle tue tipologie di offerte commerciali) sul tuo sito.

=> La possibilità di spostare un utente da una lista ad un’altra

Un’altra particolarità degli autoresponder (almeno di quelli professionali e ben fatti) è di poter spostare gli iscritti da una lista ad un’altra, all’avvenimento di un determinato evento. Vediamo, in termini pratici, che cosa significa quanto appena detto e quali sono i benefici per chi gestisce un attività commerciale sul web.

Quando un utente si iscrive, si tratta di un potenziale cliente che cerca informazioni su cosa comprare e, quindi, deve essere informato e incoraggiato in tal senso. Dopo che ha comprato, però, non puoi continuare a inviare email che incitano all’acquisto di un prodotto che ha già acquistato. Il cliente, come minimo, si infastidirebbe non poco.

Pertanto, facendo gli opportuni settaggi, appena avviene l’evento dell’acquisto da parte del lead Tizio, automaticamente l’autoresponder sposterà Tizio dalla lista dei potenziali clienti a quella dei clienti. Ovvio che l’autoresponder deve essere programmato di proposito, e in anticipo, a fare questa azione.

A questo punto, la corrispondenza che manderai al cliente non prevederà più di proporgli l’acquisto del prodotto (o servizio) che ha già acquistato ma, eventualmente, altre cose che potrebbero interessare a chi è già cliente.

Torno all’esempio dei viaggi in India. Ammettiamo che ti sei convinto e hai acquistato i biglietti. Essendo una persona a cui piace l’India, forse sei anche appassionato a cose come la meditazione, il thè indiano, la musica new age, eccetera.

Però non ti possono proporre di compre un disco prima di averti venduto il viaggio. Perché rischiano che, per comprare un disco di musica oggi (che magari potrebbe anche non piacerti), poi finisci per essere distratto da quella che è l’offerta commerciale principale (ossia l’acquisto del viaggio in India).

Invece, solo dopo che diventi cliente inizieranno a proporti altri prodotti o servizi collegati all’India tramite delle email specifiche. Il risultato commerciale di quest’operazione, che in gergo viene detta back-end, è spesso molto positivo.

=> Evitare di essere blacklistato da parte dei grossi fornitori di posta elettronica

Molti imprenditori del web hanno utilizzato il sistema dell’autoresponder integrandolo nel loro hosting (tutti ne hanno in genere uno compreso nel prezzo con funzionalità limitate), e poi hanno iniziato a inviare email alla gente che si è iscritta.

Solo che poi qualcuno finisce sempre per segnalarti come spammer e il tuo indirizzo IP finisce, spessissimo, nella black list (lista nera) dei grossi fornitori di servizi email (Gmail, MSN/Hotmail, Yahoo! Mail e tanti altri) e vieni etichettato alla stregue di un volgarissimo spammatore.

I motivi per i quali potresti finire nella lista nera degli spammatori possono essere molteplici:

  • A volte capita che un utente si iscriva a una newsletter e riceve le mail del follow-up ma, per vari motivi, quando riceve queste mail poi le segnala come spam. Per quale motivo? Magari perché non si ricorda che si è iscritto al tuo sito e pensa che gli stai solo inviando spam.
  • Altre volte, invece, sbaglia a digitare l’indirizzo email (spesso di proposito perché pensa di essere furbo) e arriva il follow-up a qualcun altro che, con molta probabilità, ti segnalerà come spam perché non ti conosce.
  • In alcuni casi, per fortuna non troppo frequenti, potrebbe addirittura essere un tuo rivale che fa apposta ad iscriversi per poi segnalarti come “posta indesiderata”.

Qualunque sia il motivo, se arrivano diverse segnalazioni che sei uno spammer (anche se non è vero), finisci nella lista nera! Per evitare che ciò accada, dovrai fare affidamento a un autoresponder professionale e conosciuto da Google e da tutti gli altri grossi fornitori di posta elettronica.

Infatti, se la segnalazione di spam è data a una email spedita da Aweber, giusto per fare l’esempio dell’autoresponder più famoso al mondo, Google (ma non solo) darà molto meno “peso” a questa segnalazione. Perché questo?

Per il semplice motivo che gli autoresponder professionali hanno sempre un unsubscribe link in fondo a tutte le email inviate tramite essi, attraverso il quale con un semplice click chiunque può cancellarsi immediatamente. Pertanto, un qualsiasi utente ci impiegherebbe 2 secondi a cancellarsi.

Se invece sceglie di cliccare sulla segnalazione di spam, allora vuol dire che si è sbagliato oppure che l’ha fatto apposta e Google, molto probabilmente, non penalizzerà chi ha inviato l’email “incriminata”.

Detto ciò, ti sarà sicuramente venuta la curiosità di conoscere quali sono gli autoresponder migliori e che costi hanno all’incirca. Visto che ne esistono tanti, ti citerò solo quelli più famosi:

  • Aweber – Sicuramente il migliore sulla piazza. Oltre il 99% delle email spedite tramite Aweber arrivano al destinatario, senza finire in automatico nello spam (sì, ci puoi finire anche in automatico se il gestore dell’email del tuo visitatore pensa che il mittente sia poco affidabile).
  • GetResponse – Molto probabilmente, si tratta del secondo autorisponditore più utilizato. Le email che arrivano a destinazione sono un po’ meno, ma tutto sommato è un buon servizio.
  • iContact – Meno utilizzato dei primi due e con un tasso di consegna di email minore rispetto ad Aweber e GetResponse (circa il 90%). Tuttavia, questo servizio è economicamente più conveniente per chi sa di dover gestire poche migliaia di iscritti.
  • MailChimp – Ancora meno utilizzato dei precedenti, specie nel settore business (perché ha un tasso di consegna email ancora più basso). Però, se hai un’attività amatoriale, può essere conveniente in quanto è gratuito fino a 2.000 iscritti e per pochi invii di email al mese.

Non ne cito altri, perché questi bastano e avanzano per farti un idea. Parlavo prima di costi. Ovvio che il servizio non è gratuito, tuttavia, non è neanche troppo costoso. In genere, si paga per scaglioni di utenti. Aweber, per esempio, ha i seguenti scaglioni:

  • 19$ fino a 500 iscritti
  • 29$ da 501 a 2500 iscritti
  • 49$ da 2501 a 5000 iscritti
  • 69$ fino a 10.000 iscritti
  • Eccetera

I concorrenti sono più o meno sulle stesse cifre. Quello che cambia è la fascia di iscritti in cui sono più aggressivi nei prezzi. Ad esempio iContact è più conveniente per chi sa di avere un numero moderato di iscritti, e Mailchimp per chi pensa di rimanere con numeri bassi in quanto può sfruttare il servizio gratuito.

Tuttavia, se nei servizi come Mailchimp ti dovessi ritrovare ad avere molti leads, il loro servizio diventa immediatamente più costoso di quello di Aweber (che è il punto di riferimento per tutti).

Se desideri avviare un business per guadagnare online, non puoi permetterti di ritrovarti dopo un po’ di tempo con il servizio più costoso in mano. Inoltre, se dovessi arrivare ad avere più di 100.000 iscritti, i servizi come iContact e Mailchimp sembra che diano diversi problemi.

Forse stai pensando che potresti iniziare con l’autoresponder gratuito per pochi iscritti e poi un domani, se le cose ti vanno bene, magari migri su Aweber…beh ti assicuro che non potresti essere più in errore di così! Migrare da un autorisponditore a un altro non è quasi mai un’operazione facile da eseguire.

…Questo perché alcuni autoresponder (Aweber in primis!), per evitare che la gente inserisca liste illegali di email (ossia indirizzi email raccattati qua e là sul web che NON hanno dato il loro consenso!), invieranno ai tuoi iscritti che cerchi di “importare” un messaggio nel quale verrà notificato che devono dare il loro consenso.

Questo significa che tutti i tuoi clienti, o potenziali clienti, dovranno riscriversi nel nuovo servizio con un click o, peggio ancora e a seconda dei casi, con una nuova procedura di inserimento dei loro dati. Ciò, ovviamente, ti farà perdere almeno metà della lista perché molti non capiranno cosa fare, altri avranno timore che dietro ci sia una fregatura, altri ancora non compiranno l’azione richiesta per pura e semplice pigrizia.

Pertanto, quando devi avviare un autoresponder, fallo immediatamente con il servizio che intendi mantenere per sempre! In caso contrario, un domani rischi di avere danni economici notevoli.

E’ inutile che cerchi soluzioni “facili e gratuite”. In questo ambito non ne esistono. Lascia perdere i vari plugin di WordPress che fungono da autoresponder e lascia anche perdere tutti quei software da installare sul tuo computer per fare email marketing.

In entrambi i casi, rischi solo di perdere contatti preziosi e tempo! I motivi sono, essenzialmente, questi:

  1. Prima di tutto, se gli indirizzi email risiedono sul tuo computer e tu non fai periodicamente backup dei tuoi dati, se becchi un virus rischi di perdere tutti gli iscritti al tuo sito in una frazione di secondo.
  2. In secondo luogo, quando inizierai ad avere qualche migliaiao di iscritti, se disponi di un servizio di hosting “normale” rischi di vederti il tuo account segato da un giorno all’altro perché ti diranno che, inviando tutte quelle email, gli stai consumando troppa banda. Questa non è una remota ipotesi! E’ successo a moltissime persone, specie qua in Italia dove i servizi di hosting nostrani non brillano di certo per professionalità e performance.

Al contrario, tutti i servizi di autoresponder che ti ho citato prima sono web based. Questo significa che i dati, a partire dall’indirizzo email degli iscritti al tuo sito, non risiederanno materialmente sul tuo computer; anche se ti sarà permesso di scaricarli per poterli consevare tu stesso.

Inoltre, l’invio delle email non sarà fatto tramite il server dove si appoggia il tuo sito, ma sempre tramite le macchine (molto potenti) del servizio di autoresponder da te scelto e questo è sicuramente un altro vantaggio enorme!

Un’altra buona notizia è che, grazie ai servizi che ti ho consigliato, non dovrai acquistare tanti autoresponder quanti sono i tuoi singoli prodotti e/o siti, perché con un solo autoresponder potrai gestire un’infintà di business diversi.

Volendo tirare le somme: se desideri veramente guadagnare online, allora non puoi prescindere da un buon servizio professionale di autoresponder web based tipo Aweber o gli altri sopra citati.

Cosa è un autoresponder e a cosa serve veramente?

7 commenti ↓

#1 SimoneNo Gravatar at

Ciao, ringraziandoti per l’interessante articolo vorrei porti alcune domande:

1) tutti e 4 gli autoresponder sopra citati ti danno la possibilità di fare un backup delle tue mailing list quando vuoi?! Aweber in primis?
2) domande banali: i prezzi che hai dato sono al mese? per “iscritti” intendevi persone che hanno inserito i propri dati nel form della squeeze page, giusto?
3) a prescindere da quanti iscritti metta a disposizione l’autoresponder da me scelto, potrò inviare a questi tutte le mail che voglio? potenzialmente infinite?
4) l’autoresponder permettere solo la gestione della mailing list o mette a disposizione anche una serie di “modelli prestabiliti” per stilare poi materialmente le singole mail, con una certa qualità di copywriting?

…grazie, buon lavoro

#2 Guadagnare Online ItaliaNo Gravatar at

Ciao Simone, qui di seguito trovi le risposte alle tue domande:

1) A meno che non sia cambiato qualcosa negli ultimi tempi, tutti e 4 gli autoresponder ti permettono di fare un backup delle tue liste (Aweber sicuramente!).

2) I prezzi che hai letto sono, ovviamente, al mese. Per “iscritti” si intende le persone che hanno inserito i propri dati nel form e che, quindi, vengono memorizzate all’interno del database dell’autoresponder.

3) La risposta è affermativa.

4) Gli autoresponder da noi citati ti mettono a disposizione tutta una serie di template, per inviare email più ricche a livello grafico. Non fare confusione però: il copywriting riguarda unicamente la qualità del testo che tu inserisci e NON cose come la grafica. Anzi, per esperienza ti diciamo che email molto ricche di grafica rischiano di essere percepite come SPAM sia dall’email reader di turno, sia dal ricevente umano in carne e ossa. Proprio per questo motivo noi (e non solo noi) tendiamo ad inviare email in semplice formato testo…

#3 SimoneNo Gravatar at

Ciao…si, scusa: ho detto copywriting ma pensavo alla grafica! Quindi tu dici di puntare sempre più sul copywriting che sulla grafica…
L’email reader cos’è?! avendo distinto l’email reader dal ricevente in carne ed ossa, mi viene la domanda…è un softwere del gestore dei servizi mail per giudicare una mail SPAM oppure no?
grazie mille

#4 Guadagnare Online ItaliaNo Gravatar at

Noi diciamo che le email grafiche, paradossalmente, sono meno efficaci che le email di solo testo, o comunque senza elementi grafici rilevanti.
L’email reader significa il software che una persona usa per ricevere e leggere le email: tra le altre funzioni ha anche quella di controllo dello SPAM.

#5 marcoNo Gravatar at

Aweber adesso è diventato il peggiore, sino al 40% di email che non arrivano. Verifica tu stesso

#6 robertoNo Gravatar at

Ciao, articolo esaustivo al massimo direi. ho trovato un servizio online che ha un autoresponder incluso nel costo ed è mi pare illimitato…… avatar3x.org .
ciao e buon lavoro

#7 PasqualeNo Gravatar at

io uso aweber, ma non so ancora se posso prevedere che un iscritto ad una lista possa ricevere nuovamente il follow up previsto per quella lista se si riscrive nel web form previsto per quella lista.

Grazie per l’attenzione

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